Questo testo è stato scritto per un concorso letterario terminato proprio oggi, lo sento particolarmente mio quindi se potete fatemi la cortesia di non copiarlo e se proprio non ce la fate..beh...fatene buon uso.
IO SONO – di Andrea Pasotti
Un timido raggio di sole filtra dalla finestra della camera, accarezza i suoi occhi chiusi che piano si schiudono lasciando entrare quella luce delicata.
Si alzerà e mi cercherà. Lo fa sempre, appena sveglio.
Si alza, ma continua a dormire, trascina svogliatamente i piedi per casa, si strofina gli occhi, sgranchisce i muscoli e pensa al caos che lo aspetterà quando, tra meno di un’ora, varcherà la porta d’ingresso. Al momento non dà molta importanza alla cosa, vaga nella tranquillità del nostro piccolo appartamento.
Dalla stanza accanto aroma di caffè.
Voglio dormire un altro po’…
Poi all’improvviso una scia di profumo di brioche sfiora il mio naso…mi alzo e lo raggiungo rapidamente nel luogo della casa che preferisco: la cucina.
Mi siedo accanto a lui e, come faccio spesso, osservo attentamente ogni suo gesto: si porta la tazza fumante alla bocca alternando un sorso di caffè ad un morso di brioche che a vederla da qua sembra calda e fragrante, farcita completamente di una gustosissima crema.
Finita la colazione, ancora un po’ assonnato si fa una doccia calda, si veste e si lascia scivolare la tracolla della borsa in un modo che solo lui sa fare.
Ecco, ci siamo!
Si guarda intorno, cercandomi.
Mi trova, mi accarezza dolcemente la testa, mi dà un bacio e poi….apre e chiude lentamente la bocca emettendo suoni a me incomprensibili.
Non bado molto a questo piccolo particolare: vedo i suoi occhi pieni d’affetto e sono felice.
Scodinzolo più velocemente che posso e gli lecco la mano: non ho molti altri modi per ringraziarlo.
Prima di uscire mi guarda, so che vorrebbe portarmi con sé ma non può e poi…sono troppo stanco e a casa nel letto si sta così bene!
Infila la porta e a malincuore se ne va.
Sono solo il suo cane. Io sono i suoi occhi che possono vedere più lontano,le sue orecchie che possono sentire oltre il vento. Scodinzolo ad ogni suo più piccolo sorriso, ad ogni suo più piccolo gesto. Quando ha torto sono felice di scordare e quando è triste cerco di farlo ridere. Quando è felice lo sono anch’io. Lo amo più di me stesso. Ho promesso di aspettarlo ogni volta che avrà bisogno di me..e io so che né avrà.
Lo aspetterò qui e quando tornerà andremo alla spiaggia a giocare.
Sento dei passi, è qualcuno che torna!
Finalmente correrò con lui a perdifiato, mi rotolerò nella sabbia ed ogni volta che lancerà quel bastone per me sarà come se mi lanciasse il suo cuore.
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*Dedicato al mio cane, Birba, che mi ha fatto un dono semplice ed inestimabile: l’arte dell’amore incondizionato*
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Grazie a chi ha creduto in me fino alla fine,
a chi ha saputo ascoltarmi e apprezzare le mie parole
ma anche a chi in me non ci ha creduto
e non ha saputo darmi la soddisfazione che cercavo.
Grazie soprattutto a Birba, mia musa ispiratrice.
Andrea