
Non poteva mancare...un post dedicato a LORO..

MANI
Mani piccole, grandi,bianche, nere
Curate, venose, bagnate, sudate
Mani che stringono, afferrano, schiacciano,spremono
spezzano, rompono, frantumano, raccolgono
Accarezzano, toccano, sfiorano, tremano
Ipnotizzano, stregano, rapiscono, seducono
Mani che si congedano, indicano, spostano, spingono, trovano
Chiuse, aperte, mani strette.
Mani che pregano, che giurano, mani in alto, mani in tasca.
Bussano, modellano, suonano, ritmano
Disegnano, digitano, scrivono
Mimano, imitano, gesticolano, indicano, inventano
Stuzzicano, affascinano, attirano, eccitano, graffiano
Mani che prendono, danno, chiedono e ricevono
Nervose, bloccate, distese, placate
Mano morta e risorta.
Mani maschili, mani femminili
Mani curiose, intrigate, imbarazzate
Mani in cerca di cose proibite.
Mani legate, avvinghiate, attorcigliate, incatenate.
Mani che si cercano, si desiderano, si incontrano, si lasciano,
uniscono, fondono, mischiano, saldano
mani a pugno, un cuore
Mani che incantano, mani opere d’arte.


Se “smack” è il suono di un bacio…qual’è il suono di un abbraccio?
Il silenzio credo….il silenzio…
il sottile rumore del battito del tuo cuore mescolato a quello dell’altra persona...
Un sussurro delicatissmo di due anime che si incontrano...
..L'abbraccio..

C'è qualcosa in noi che può essere angelo o demone.
Ha il potere di esaltare e deprimere, sollevarci o farci cadere.
Qualcosa di cui non possiamo né vogliamo liberarci.
Se ne sta lì, nei fondali della coscienza:
talvolta stordisce di speranza, talvolta affoga di disperazione.
E' il bisogno d'infinito.
Per quanto ne so, gli esseri umani sono gli unici
che vivono questo conflitto, drammatico e sublime al tempo stesso,
tra la capacità di pensare, immaginare e, quindi,desiderare l'infinito
e una realtà nella quale tutto è finito.
Un bisogno d'infinito che colora ogni cosa.
Il rapporto con noi stessi, la qualità e la durata della nostra vita:
sogni, bisogni, pensieri, emozioni.
il rapporto con gli altri: famiglia, amici, nemici, amori.
Il rapporto col lavoro,che, nella stragrande maggioranza dei casi,
non ci consente di riconoscerci e compierci.
Il rapporto con i luoghi:quelli dove siamo ora
ma soprattutto quelli dove siamo stati o dove vorremmo essere;
il rapporto con gli altri esseri viventi e con le cose.
Esseri e cose alle quali spesso ci aggrappiamo
come a funi che speriamo
ci aiuteranno ad attraversare il guado.
Una sete d’infinito che ci fa oscillare
tra l’ebbrezza di un’energia straordinaria,
quella del desiderio di scoprire e raggiungere orizzonti nuovi,
e il disagio che deriva dal fatto che questo infinito,
a mano a mano che ci sembra di avvicinarci,
si allontana tanto da apparire irraggiungibile.
*Claudio Baglioni*

...Essere o non essere,questo è il problema.
che cos'è piu' nobile,soffrire nell'animo per i sassi e i dardi scagliati dall'oltraggiosa fortuna,
o impugnare le armi contro un mare di affanni
e combatterli fino a farli cessare?
morire,dormire...niente piu'.
e con il sonno dire che poniano fine al dolore della carne
e alle mille afflizioni naturali a cui la carne è destinata?
questa è la fine che bisogna desiderare ardentemente!
morire,dormire..,forse sognare.ecco il difficile.
perchè quali sogni potranno visitarci in quel sonno di morte,
quando saremo usciti dalla stretta di questa vita piena
di affanni mortali,è un pensiero su cui ci si deve fermare a riflettere
e sono proprio pensieri siffatti a prolungare la durata della sventura.
perchè,chi sopporterebbe le sferzate e le irrisioni del tempo,
i torti dell'oppressore,le offese dei superbi,
le pene di un amore respinto,i ritardi della legge,
l'arroganza dei potenti,gli scherni che il meritevole
pazienztemente subisce da parte di gente indegna,
potendo trovare pace da se stesso con la semplice lama di un pugnale?
chi sarebbe disposto a portare carichi sulle spalle,
a gemere e sudare per le difficoltà della vita,
se non ci fosse il timore di qualcosa dopo la morte,
questa terra inesplorata dai cui confini nessun
viaggiatore è mai tornato indietro,timore che,
confondendo la nostra volontà ci induce
a sopportare i mali di cui siamo afflitti,
piuttosto da spiccare
il volo verso altri a noi completamente ignoti?
cosi' la riflessione ci rende tuti vili...

Amleto - Shakespeare