Sei l'attimo d'eterno n° *loading*

...ATTIMO DI ETERNO...

..Per sognare e volare sempre più in alto..

Attimo di eterno come Home Attimodieterno come Home

Aggiungi ai Preferiti Aggiungimi ai tuoi Preferiti

Scrivimi Scrivimi

In sottofondo: "Playing love" di Ennio Morricone

venerdì, dicembre 24, 2004

AUGURI ...

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore
A chi saluta ancora con un bacio
A chi lavora molto e si diverte di più
A chi arriva in ritardo ma non cerca scuse
A chi si alza presto per aiutare un amico
A chi ha l'entusiasmo di un bimbo e i pensieri di un uomo
A chi spegne la tv per fare 2 chiacchiere
A chi vede nero solo quando è buio
A chi non aspetta Natale per essere migliore

Luna d'argento con stelle dorate, gnomi, folletti, e fatine incantate

una pioggia di auguri e un pensiero fatato per un 2005 da togliere il fiato... !!!!!

Se un uomo vestito di rosso ti rapisce e ti porta con sè...non aver paura: ho chiesto TE per Natale!

Con l’augurio che possa essere esaudito
tutto ciò che desiderate... Buon Natale










postato da attimodieterno alle ore 19:16 | link | commenti
giovedì, dicembre 23, 2004

"Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia. Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera notte passata a restituirsi la vita... l'un l'altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l'altra.. ogni palmo di pelle è un viaggio, di scoperta, di ritorno - nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo - nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto - sospiri, sospiri nella gola di Elisewin - velluto che vola - sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili - sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute - chi l'avrebbe mai detto che baciando gli occhi di un uomo si possa vedere così
lontano... accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloci e fuggire - fuggire da tutto - vedere lontano - venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso - questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi.."


postato da attimodieterno alle ore 11:49 | link | commenti (2)
mercoledì, dicembre 22, 2004

QUANDO LA STORIA SI PRESENTA COME UN FILM
Alessandro Baricco
La Repubblica - 12 settembre 2001

E tutti ci ricorderemo dove eravamo in quel momento. Seduti in macchina a cercar parcheggio, con la testa tra i surgelati a cercar la paella, davanti al computer a cercare la frase giusta. Poi uno squillo di telefonino, e l'amico, il parente, il collega che ti staccano una storia inverosimile di aerei e grattacieli, ma va' via, dai, lasciami perdere che oggi è già una giornata difficile, ma lui non ride e dice: ti giuro che è vero. Ricorderemo l'istante passato a cercare in quella voce una qualunque sfumatura di ironia, senza trovarla. Ti giuro che è vero. E non dimenticheremo la prima persona a cui abbiamo telefonato, subito dopo, e nemmeno quel pensiero - immediato, sciocco ma incredibilmente reale - "Dov'è mio figlio?", i miei figli, la mamma, la fidanzata, domanda inutile, perfino comica, lo capisci subito dopo, ma intanto è scattata - la Storia siamo noi, è solo un verso di una canzone di De Gregori, ma adesso ho capito cosa voleva dire - risvegliarsi con la Storia addosso. Che vertigine.
Neanche sappiamo esattamente cosa è successo. Ma certo la sensazione è precisa: molte cose non saranno mai più come prima. E molte cose non saranno più, tout court. Invidio l'intelligenza e la lucidità di chi è capace, qui e adesso, di capire quali e di dircelo. Aspetto fiducioso. E intanto non riesco a non ripensare alla frasetta che tutti pronunciano, ossessivamente, senza paura di essere banali: è come un film. E' ovvia, eppure tutti la ripetono, e ci deve essere qualcosa lì dentro che vogliamo dire ma non riusciamo a capire, qualcosa che abbiamo in mente, e che è importante, ma che tuttavia non riusciamo a tirar fuori. Me la rigiro nella testa, la frasetta, e arrivo a capire che c'è qualcosa, in quello che vedo alla televisione, che non quadra, e non sono i morti, la ferocia, la paura, è ancora qualcosa d'altro, qualcosa di più sottile, e mentre vedo per l'ennesima volta quell'aereo che vira e centra il totem sberluccicante nella luce del mattino, capisco quello che mi sembra, davvero, incredibile, e anche se mi sembra atroce dirlo, provo a dirlo: è tutto troppo bello. C'è un'ipertrofia irragionevole di esattezza simbolica, di purezza del gesto, di spettacolarità, di immaginazione. Nei diciotto minuti che separano i due aerei, nello sgranarsi degli altri veri e falsi attentati, nella invisibilità del nemico, nell'immagine di un Presidente che se ne parte da una scuoletta della Florida per andare a rifugiarsi nel cielo, in tutto questo c'è troppa maestria drammaturgica, c'è troppo Hollywood, c'è troppa fiction. La Storia non era mai stata così. Il mondo non ha tempo di essere così. La realtà non va a capo, non concorda i verbi, non scrive belle frasi. Noi lo facciamo, quando raccontiamo il mondo. Ma il mondo, di suo, è sgrammaticato, sporco, e la punteggiatura la mette che è uno schifo. E allora perché la storia che vedo accadere in quel televisore è così perfetta? Perché è già perfetta prima che la raccontino, nello stesso istante in cui accade, senza l'aiuto di nessuno?
Allora mi sembra di capire qualcosa di quella frasetta ripetuta ossessivamente, è come un film. La ripetiamo perché lì dentro stiamo cercando di pronunciare una paura ben precisa, una paura inedita, mai avuta prima: non è il semplice stupore di vedere la finzione diventare realtà: è il terrore di vedere la realtà più seria che ci sia accadere nei modi della finzione. Ti immagini l'uomo che ha pensato tutto quello e puoi forse sopportare la ferocia di quello che ha pensato, ma non puoi sopportare l'esattezza estetica con cui l'ha pensato: come l'ha fatto è spaventoso almeno quanto quello che ha fatto. Ne siamo terrorizzati perché è come se qualcuno, improvvisamente e in modo così spettacolare, ci avesse portato via la realtà: è come se ci informasse che non ci sono più due cose, la realtà e la finzione, ma una, la realtà, che ormai può accadere soltanto nei modi dell'altra, la finzione: e non solo per scherzo, nelle trasmissioni televisive in cui veri uomini diventano falsi per far finta di essere veri, ma anche nelle curve più reali, atroci, clamorose e solenni dell'accadere. Sembrava un gioco: adesso non lo è più.
Non so. Chi sa mi spiegherà cos'è successo l'11 settembre 2001, e cosa è cambiato per sempre, ieri. Io sto giusto pensando che, tra le altre cose, è anche successo che è andato in corto circuito il raffinato meccanismo con cui la nostra civiltà da tempo scherzava col fuoco e drogava la realtà spingendola verso le performences che sarebbero solo a portata della finzione. Credevamo di poter mantenere un sufficiente dominio su quel giochetto. Ma qualcuno, da qualche parte, ha perso il controllo. A nome di tutti. Adesso è facile chiamarlo pazzo, ma è evidente che è pazzo di una pazzia assai diffusa in famiglia. L'abbiamo coltivata allegramente: adesso eccoci qui, con il televisore davanti che ci srotola quella storia smerigliata e perfetta, eccoci qui, col vago sospetto di essere lo show del sabato sera di qualcuno. Qui a guardarci intorno impauriti, giusto per verificare che tutto questo è vita, magari morte, ma non un film.







postato da attimodieterno alle ore 22:27 | link | commenti
mercoledì, dicembre 22, 2004

"Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire... E invece niente, non esce fuori niente. Si può essere fatti peggio di così?"

(Alessandro Baricco - Castelli di Rabbia)

postato da attimodieterno alle ore 22:14 | link | commenti
martedì, dicembre 21, 2004

NUOVO GIORNO GIORNO NUOVO

bentornato a questo sole
nelle camere di tutto il mondo
quando allaga letti e cuori
che si girano per un secondo
uno specchio che si invecchia
mentre raschiano i sogni e il mento
a ricominciar le strade
e li coglie di fianco il vento
e spalle strette vanno
nelle vie echi di luce come di candela
camicie silenziose nel mattino
che si spacca in due come una mela
ombre di donne pigre
s'aggiustano le calze e baciano rossetti
s'affrettano alla vita inseguite
da un mare di capelli e di tetti
e tutti amore
a dare indietro ieri
per un altro cuore
e un mucchi di pensieri
e tutti in fila
verso il vento del duemila
e noi al centro
di un frammento della vita
sotto questo cielo muto
una scena ferma che riprende
e si affaccia alle finestre
mentre tirano sospiri e tende
e la gente si alza insieme
come quando c'è un gol allo stadio
e si accendono rumori
e notizie fresche della radio
quando gli uomini
correndo stringono le giacche ed i polmoni
ognuno e la sua storia in macchine
di latta che si inseguono a milioni
e le ragazze dei tram
che scrivono messaggi dentro le bottiglie
e in fondo ad un diario e sognano
appese ai desideri e alle maniglie
e tutti quanti
a risalir dal fondo
e andare avanti
come se iniziasse il mondo
e tutti accanto
e ognuno un po' da solo
a dire quando
si potrà partire in volo
e i ragazzi
in giacche colorate ai gusti misti
ribelli e un po' svogliati vanno in classe
come si entra dai dentisti
gli innamorati pazzi
che vivono il più bello degli amori
gli occhi traboccanti cantano
più forte dei motori
e tutti adesso
in contro a un sogno
che non è lo stesso
ma ne abbiamo già bisogno
e tutti
ci guardiamo intorno
e ci chiediamo se
se questo è un nuovo giorno
o un giorno nuovo
un giorno nuovo
nuovo un giorno nuovo




































































postato da attimodieterno alle ore 10:42 | link | commenti
venerdì, dicembre 17, 2004

Eh Si ChE cOsA vUoI

tU nEi PeNsIeRi MiEi..

VoRrEi ChE fOsSi SeMpRe QuI

qUi CoN mE

nOn PoSsO fArTi A mEnO mAi..

.. SeI tU cHe CoMe SaBbIa SeI qUi CoN mE

iO sOnO iL mArE sU dI tE..

.. sE tI gUaRdO dAvVeRo ChE cOsA nOn FaReI..

postato da attimodieterno alle ore 18:35 | link | commenti
venerdì, dicembre 17, 2004

postato da attimodieterno alle ore 08:00 | link | commenti
martedì, dicembre 14, 2004

NON AMARMI

Dimmi perche' piangi
di felicita'
e perche' non mangi
ora non mi va
dimmi perche' stringi
forte le mie mani
e coi tuoi pensieri
ti allontani....
io ti voglio bene
questo non lo so
stupido testone
dubbi non ne ho
anche se il futuro ha dei muri enormi
io non ho paura e voglio innamorarmi.
Non amarmi per il gusto di qualcosa di diverso
ma tu credi che sia giusto stare insieme a tempo perso
non amarmi e mi accorgo quant'e' vera una bugia
se il tuo amore non valgo non amarmi ma non mandarmi via.
Non amarmi perche' vivo all'ombra
non amarmi per cambiare il mondo
tanto il mondo non si cambia
e siamo tutti specchi
fatti per guardarsi
e diventare soli e vecchi
non amarmi per morire dentro
in una guerra di rimpianti e di ripensamenti
non amarmi per restare a terra
invece di volare come questo nostro amore deve fare.
Piovono parole su questa citta'
se la gente vuole ma quanto male fa
noi ci alziamo in volo e loro sono fermi
sola in mezzo a questo cielo non lasciarmi...
non lasciarmi, non lasciarmi
ho sbagliato voglio dire non amarmi
non spezzare le mie armi
e il mio cuore con questi non amarmi
non amarmi per il rosso della rabbia che c'e' in noi
tu lo sai che non posso non amarti nemmeno se non vuoi.
Non amarmi ti faro' soffrire
negli inverni che ci sono a volte nel mio cuore
non amarmi per dimenticare ne' per vendicarti
ma soltanto per amore non amarmi
non amarmi e ci voliamo incontro
e ci caschiamo l'uno dentro l'altro sorridendo.
Questo amore e' bello come il sole
dopo un acquazzone come due aquiloni
stretti per la mano
















































postato da attimodieterno alle ore 20:15 | link | commenti
lunedì, dicembre 13, 2004

VIVIMI

Non ho bisogno più di niente
Adesso che
Mi illumini d´amore immenso fuori e dentro
Credimi se puoi
Credimi se vuoi
Credimi e vedrai non finirà mai
Ho desideri scritti in alto che volano
Ogni pensiero è indipendente dal mio corpo
Credimi se puoi
credimi perché
farei del male solo e ancora a me
Qui grandi spazi e poi noi
Cieli aperti che ormai
Non si chiudono più
C´è bisogno di vivere da qui
Vivimi senza paura
Che sia una vita o che sia un´ora
Non lasciare libero o disperso
Questo mio spazio adesso aperto ti prego
Vivimi senza vergogna
Anche se hai tutto il mondo contro
Lascia l´apparenza e prendi il senso
E Ascolta quello che ho qui dentro
Così diventi un grande quadro
che dentro me
Ricopre una parete bianca un po´ anche stanca
Credimi se puoi
Credimi perché
Farei del male solo e ancora a me
Qui tra le cose che ho
Ho qualcosa di più
Che non ho avuto mai
Hai bisogno di vivermi di più
Vivimi senza paura
Che sia una vita o che sia un´ora
Non lasciare libero o disperso
Questo mio spazio adesso aperto, ti prego
Vivimi senza vergogna
Anche se hai tutto il mondo contro
Lascia l´apparenza e prendi il senso
E ascolta quello che ho qui dentro
Hai aperto in me
La fantasia
Le attese i giorni di un´illimitata gioia
Hai preso me
Sei la regia
Mi inquadri e poi mi sposti in base alla tua idea
Vivimi senza paura
Anche se hai tutto il mondo contro
Lascia l´apparenza e prendi il senso
E ascolta quello che ho qui dentro




















































postato da attimodieterno alle ore 10:52 | link | commenti (1)
giovedì, dicembre 09, 2004

..In questa notte magica sento il battito del tuo cuore
e mentre la luna aspetta di unirsi al sole
alle prime luci dell’alba
raggiungo il tuo corpo passando di stella in stella…
Tu sei lì che m’aspetti…
I tuoi occhi profondi come il mare
avvolgono le mie paure con un caldo abbraccio,
il tuo sorriso mi accarezza l’anima
spostando con la sua dolcezza
le nuvole della mia vita…
Vorrei non permettere al sole di sorgere,
al mio sogno di volare via ma i miei occhi si sono aperti…
ora nasconderò i miei desideri negli angoli dolci della realtà
così da rendere il paesaggio della mia vita
senza luoghi oscuri, solo sogni illuminati
dal magico splendore del tuo ricordo...
















postato da attimodieterno alle ore 21:56 | link | commenti (1)
mercoledì, dicembre 01, 2004

TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO (C.Baglioni)

l'inverno passa basso in cielo
e un vento a strisce viene da lontano
un cane gli corre dietro storto
leccando i muri della strada
la ragazzina ha un sorriso croccante
e un cuore come un melograno
e lui la tiene ha paura che gli cada
la ragazzina respira distratta
e si ravvia i capelli e i pensieri
il ragazzo dà una schicchera alla cicca
e poi la calcia via come una palla
la donna ha messo il suo vestito più magro
e un po' più di allegria negli occhi seri
l'uomo ha lasciato i baffi
e la cravatta gli si rovescia sulla spalla
la ragazzina
sembra appesa a un palloncino
e sulle guance in fiamme le si accendono domande
la ragazza nell'acqua bella dei suoi occhi chiari
di un mare al mattino
e tra i suoi teneri polsi
trema già un destino troppo grande
la donna guarda l'uomo
e vede un pezzo di sua figlia
e il loro vecchio modo di chiamarsi
e di giocare
la ragazzina ha sguardi lenti
che le cadono giù dalle ciglia
due ali piccole che imparano a volare
la ragazza si volta e il vestito
si incolla sulle gambe e il seno
lui si conta le parole in tasca
e la sua voce è come dietro un vetro
la donna ha lo stesso odore
e il tempo le ha portato qualche anno in meno
si scalda dentro le mani e resta indietro
la ragazzina e le sue scarpe inglesi
schiacciano un fango di cioccolata
in un silenzio di gomma americana che butta
e prova a fare centro
per la ragazza il film si ferma di colpo
la verità sul collo è acqua gelata
e tra le labbra secche di cartone
un urlo basso sale su da dentro
la donna ride strano
e le mancano i ginocchi
e stringe l'anima
e una vita intera in mezzo ai denti
la ragazzina e il ragazzino
hanno una voglia che gli invade gli occhi
ed una folla di baci lievi e brevi
come cerini spenti
la ragazza e il suo amore
che le muore tra le braccia
raccoglie un pezzo di dolore
e ci si taglia il cuore
l'uomo e la donna accarezzando un sogno
si accarezzano la faccia
confusi stretti
in uno stesso batticuore
e a due a due vanno via
dentro un'aria tagliente a vetrini
di un pomeriggio nudo
le radio dietro a le persiane
e "tutto il calcio
minuto per minuto"


































































postato da attimodieterno alle ore 20:46 | link | commenti
mercoledì, dicembre 01, 2004

 

postato da attimodieterno alle ore 19:20 | link | commenti